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Il CLUB ALPINO BASSANESE

cabNel 1892 prese consistenza l'idea di svincolarsi dalla Sezione di Vicenza, che però, bisogna pur darne atto, aveva sempre dimostrato vive attenzioni per i suoi soci bassanesi. Forse l'intento di destinare all'attività locale l'intera quota sociale, forse considerazioni di prestigio cittadino, fors'anche chissà, l'inconscio affiorare di ataviche risonanze delle tante legnate - ne parla la storia - scambiatesi nel corso dei secoli fra bassanesi e vicentini, fatto è che la sera del 12 Novembre 1892, quarantatré promotori respinta la proposta di costituire a Bassano una sezione del C.A.I., decisero la fondazione di un autonomo Club Alpino Bassanese: "il quale ha per scopo lo studio delle montagne e più specialmente di quelle della Provincia, facendole conoscere sotto I'aspetto materiale, scientifico e artistico, promovendo ogni miglioramento possibile nelle condizioni degli Alpigiani, procurando il maggiore sviluppo delle ricchezze naturali delle montagne promuovendo e favorendo le industrie, i rimboschimenti e i soggiorni alpini". Così l'art 1 dello Statuto: forse prolisso ma alquanto impegnativo; una pianificazione "ante litteram" per le montagne del Vicentino. Anche se diversi bassanesi rimasero fedeli alla Sezione di Vicenza al nuovo Club aderì subito un centinaio di soci, il cui elenco annovera i più bei nomi della cittadinanza dei tempo. Certo, non oseremo affermare che andassero tutti in montagna e tanto meno che fossero alpinisti nel corrente significato dei termine; in realtà molti avevano aderito per una questione di decoro cittadino.

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La sera del 12 Novembre 1892, all'atto della costituzione del Club, era stata avanzata la proposta, allora respinta, di costituire a Bassano una sezione del C.A.I.: ma una riserva mentale era già implicata nell'art. 2 del primo Statuto, il quale prevedeva che "Il Club Alpino Bassanese resta per ora autonomo", e poi negli articoli 21 e 22 dello Statuto del 1906, dei quali il primo stabiliva le modalità di un'eventuale trasformazione del C.A.B. in sezione del C.A.I., e il secondo disponeva che in caso di scioglimento del C.A.B. la Capanna Bassano passasse al C.A.I. Subito dopo la vittoria del 1918, nel rinnovato clima di unità nazionale e in una più ampia visione delle finalità del Sodalizio, prevalse alfine l'idea di aderire al C.A.I. e il 26 Aprile 1919 l'Assemblea dei Soci approvava il seguente O.d.G. proposto dal Vicepresidente Condestuale: "Sentono (i Soci) che questi monti già familiari a loro per escursioni e per gite, per studi e per illustrazioni fattene, e specialmente il Monte Grappa, il più caro di tutti per la Capanna-Rifugio ivi costruita e coltivata con cura per ventidue anni, oggi appartengono agli affetti più sacri di tutti gli Italiani, e che culto di essi non può essere degnamente esercitato da questo Sodalizio se non in rappresentanza di tutti gli alpinisti d'Italia. E pertanto decidono di iscriversi al Club Alpino Italiano e delegano la Presidenza ad espletare le pratiche inerenti alla trasformazione del Sodalizio in Sezione del Club Alpino Italiano". II "piccolo mondo antico dell'alpinismo bassanese" era finito: nasceva la Sezione dei C.A.I. La successiva Assemblea del 6 Settembre 1919, preso atto delle dimissioni dell'ing. Montini, ormai vecchio e stanco e forse legato al mantenimento dell'autonomia eleggeva a nuovo presidente il dott. Michele Condestaule.