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Domenica, 02 Luglio 2017

Monte Luco (2434 m)

Gruppo delle Maddalene

All'estrema propaggine nord-est della catena delle Maddalene si erge isolato il complesso del Monte Luco, che proprio per questa sua caratteristica è ben visibile sia risalendo la Val di Non sia la Valle dell'Adige. La sua ascesa potrà donarci un appagante panorama a 360 gradi, dalle cime di confine della Val Venosta, alle Dolomiti al Gruppo di Brenta. Inoltre i nostri sguardi saranno impegnati non solo a guardare lontano, ma anche vicino, in particolare le colorate rocce vulcaniche che hanno originato il Monte Luco e che dallo stesso prendono il nome.
La cuspide del monte si adagia su ampi terrazzi glaciali intervallati da numerosi avvallamenti così che, uscendo dal bosco e risalendo le praterie alpine, si ha la sensazione di essere sospesi su un aereo, immenso balcone, aperto su una natura meravigliosa. E' come essere a teatro: la natura va in scena con le luminose praterie alpine, le nude rocce montonate lisce come il dorso di una balena, le torbiere, maestosi abeti rossi ed eleganti larici; il suono del vento, il riverbero dell'acqua, un cielo infinito e mutevole e la corona di monti all'orizzonte. Un gioco di sensazioni ed emozioni.
L'escursione inizia dal versante ovest da Passo Castrin a circa 1600 metri da dove ci incamminiamo verso Malga Castrin (1813 m). Più avanti, alla quota di 1840 metri, un bivio ci porta ad una suggestiva torbiera dove una sosta è doverosa. Ripreso il cammino il sentiero serpeggia tra rododendri e ginepri nani fino a calare nell'ampio Piano di Bella Selva che ospita Malga Pradont (1906 m). Ora inizia la salita che in circa 2 ore su arioso sentiero ci porta ai 2434 metri del Monte Luco. Il panorama è notevole e sarà gratificante riconoscere il profilo di monti conosciuti e da scoprire. Dalla cima potremo ammirare anche il Lago di Luco (2182 m) che raggiungeremo con una veloce discesa sul ripido ghiaione opposto alla direzione di arrivo. Impossibile non attardarsi sulle sue sponde, magari distesi sulle rocce affioranti perfettamente levigate dal ghiaccio. Lasciato il lago riprendiamo il cammino sul sentiero 133 che passando alla base degli erti ghiaioni del Monte Luco rivolti a sud, risale per un centinaio di metri fino ad intersecare il sentiero 10A precedentemente percorso in salita. Ora con un ampio giro, sul profilo del Piano di Bella Selva, opposto al tragitto del mattino, tra panorami favolosi, andiamo a chiudere l'anello a Passo Castrin.


  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Tempo di percorrenza: 9 ore
  • Dislivello: 1000 metri

  • Mezzo di trasporto: Mezzi propri
  • Responsabile: Lorena Vettori - Stefano Valente

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Zona dell'escursione

Panoramica

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